Proverbi e modi di dire sugli Animali

August 18th, 2009

Vox populi

(La voce del popolo)

PROVERBI E MODI DI DIRE SUGLI ANIMALI

-    Can(e) che abbaia non morde
Con questo proverbio viene definito il comportamento di chi ha l’abitudine di brontolare, apparendo aggressivo, ma che poi in realtà non è cattivo; di minacciare conseguenze cui di fatto non dà seguito. A volte è meglio un cane che abbaia invece di uno che morde senza alcun preavviso.

(TL)* The dog that barks doesn’t bite
(TC)** One’s bark is worse than one’s bite.

-    Quando il gatto non c’è i topi ballano
Proverbio riferito a chi approfitta dell’assenza di qualcuno (o del venir meno di una certa condizione) per concedersi delle libertà altrimenti negate o impedite, e fare il proprio comodo.

When the cat’s away mice dance
When the cat’s away, mice will play

-    Essere/Fare il gallo del pollaio
Questo proverbio descrive un uomo da solo in mezzo a tante donne; o di qualcuno che si dà arie di conquistatore di donne.

To be cock of the henhouse
To be cock of the walk

-    A caval donato non si guarda in bocca
La dentatura del cavallo ha molta importanza nella scelta dell’animale, ma qualora venga regalato dovrebbe essere accettato così come viene offerto. Il proverbio è perciò un rimprovero rivolto a coloro che anziché essere contenti dei doni ricevuti, hanno la brutta abitudine di criticarli all’insaputa del donatore.

(TL=TC) Don’t look to a gift horse in the mouth

-   Allevare una serpe in seno
Proverbio riferito a chi riversa il proprio affetto e la propria sollecitudine verso una persona dalla quale verrà poi ricambiato con l’ingratitudine e il tradimento.

(TL) To nurse a snake (viper) in one’s bosom

-    Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
Proverbio che vuole mettere in guardia chi ha il vizio di appropriarsi furtivamente della roba altrui, perché prima o poi verrà scoperto (e punito).

So many times goes the cat to the lard that it leaves there its paw
Curiosity killed the cat

-   Una rondine non fa primavera
Proverbio inteso a evidenziare che l’insolito apparire di una rondine in cielo assai prima dell’inizio della buona stagione non deve far credere che sia arrivata sicuramente la primavera. Tale proverbio può essere riferito anche al miglioramento troppo improvviso di una situazione che richiederebbe invece ulteriore tempo per essere definitivamente risolta.

A swallow doesn’t make a spring
A swallow doesn’t make a summer

-   In bocca al lupo
È l’espressione più comune per augurare buona fortuna: si rivolge a chi sta per sottoporsi a una qualsiasi situazione difficile, prova o esame

In mouth of the wolf
Break a leg

-   Il lupo perde il pelo ma non il vizio
E’ un proverbio che evidenzia quanto siano enormi e a volte insuperabili le difficoltà che si incontrano per riuscire ad eliminare le brutte abitudini e i vizi incalliti di cui siamo schiavi.

The wolf looses his hair but not his vice
The leopard cannot change his spots

-   Prendere due piccioni con una fava
E’ un proverbio inteso ad esaltare la bravura di chi riesce a conseguire, in una sola volta, due risultati favorevoli.
To take two pigeons with a broad bean

To kill two birds with a stone

- Gallina vecchia fa buon brodo
Con questo detto si esalta il valore della sapienza che deriva dall’esperienza: un fiducioso riconoscimento alla saggezza senile.

The old hen makes a good broth

Good broth can be made in an old pot

* Traduzione Letterale
** Traduzione Culturale

Testo realizzato da: Gianluca Panzalorto

L’ITALIANO VERO

August 6th, 2009

È questo un vero e proprio inno all’italianità, che consacra la fama di Toto Cutugno, agli inizi degli anni ’80 (1983). Una certa elite culturale lo cataloga (con disprezzo) al genere nazional-popolare; di fatto  è la canzone che cantano i nostri emigrati all’estero, le nostre mamme indaffarate in cucina, e i bambini che giocano… se non basta questo per fare di una canzone un cult!

L’Italiano Vero

Buongiorno Italia gli spaghetti al dente
e un partigiano come Presidente
con l’autoradio sempre nella mano destra
e un canarino sopra la finestra

Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni con amore
con il cuore
con piu’ donne sempre meno suore

Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio
lo sai che ci sono anch’io

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perche’ ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero

Buongiorno Italia che non si spaventa
e con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV

Buongiorno Italia col caffe’ ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una 600 giu’ di carrozzeria

Buongiorno Italia
buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio
lo sai che ci sono anch’io

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perche’ ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.

La la la la la la la la…

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
Lasciatemi cantare
perche’ ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero

L’Italiano Vero
(la traduzione è letterale)

Good morning Italy the firm spaghetti
And a partisan as President
With car radio always in the right hand
And a canary on the window

Good morning Italy with your artists
With too much America on your advertisements
With the songs with love
With heart
With more women and less nuns

Good morning Italy
Good morning  Mary
With your eyes full of melancholy
Good morning God
Do you know that there’s me too?

Let me sing
With the guitar in my hands
Let me sing
A song little by little
Let me sing
Because I’m proud
I’m an Italian
A true Italian

Good morning Italy that isn’t scared
And with mint shave cream
With a bluish pinstriped suit
And the moviola on Sunday on TV

Good morning Italy with your extra strong coffee
The new socks into the top drawer
With the flag to the dry-cleaner’s
And a 600car  down to the body shop

Good morning Italy
Good morning  Mary
With your eyes full of melancholy
Good morning God
Do you know that there’s me too?

Let me sing
With the guitarre in my hands
Let me sing
A song little by little
Let me sing
Because I’m proud
I’m an Italian
A true Italian

La la la la la la la la la…

Let me sing
With the guitarre in my hands
Let me sing
A song little by little
Let me sing
Because I’m proud
I’m an Italian
A true Italian

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Cosa prendi?

July 31st, 2009

In italiano posso prendere molte cose.

Quando non voglio camminare o sono molto distante da dove voglio arrivare posso prendere l’autobus o il treno (o l’aereo).

Se ho sete, prendo un bicchiere d’acqua e se ho mal di testa prendo un’aspirina.

Al ristorante prendo sempre il pesce.

Qualche giorno fa ho preso una storta scendendo le scale: un male cane.

Mia figlia prende lezioni di piano e mio figlio prende lezioni di karate.

Paola è invece molto sensibile e prende sempre storto tutto quello che si dice: prende male ogni cosa.

Invece Mario è il tipo da abbaglio: ha preso un abbaglio due giorni fa e credeva di poter comprare una moto per 200,00 Euro! La moto in realtà era una bicicletta a motore… .

Ma non finisce qui!

Possiamo prendere una strada per andare a Roma ma possiamo prendere anche un’influenza sperando che non sia la Suina

La mia radio prende molti canali ma io posso prendere una persona per un’altra e chiamare Marco con il nome “Giovanni”.

Insomma: quando venite in Italia dovete stare attenti a cosa prendete: tra prendere un caffè ed una malattia c’è una bella differenza!

I WATUSSI

July 27th, 2009

Ecco una canzone tutta da ballare, un tormentone degli anni ’60 (1963) di Edoardo Vianello. La musica estiva e ritmata è generalmente seguita da un simpatico balletto di gruppo che riesce a non lasciare nessuno seduto…via scateniamoci, tutti in pista!

I Watussi

Nel continente nero (paraponzi ponzi pò)
Alle falde del Kilimangiaro (paraponzi ponzi pò)
Ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli
il più famoso è l’Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
Siamo i Watussi
siamo i Watussi
gli altissimi negri
ogni tre passi ogni tre passi facciamo sei metri
Noi siamo quelli che dell’equatore vediamo per primi la luce del sole siamo i Watussi!
Siamo i Watussi siamo i Watussi
gli altissimi negri
Quello più basso quello più basso è alto sei metri
Qui ci scambiamo l’amore profondo dandoci i baci più alti del mondo
siamo i Watussi!
Alle giraffe guardiamo negli occhi
agli elefanti parliamo negli orecchi
se non credete venite quaggiù
venite venite quaggiù
Siamo i Watussi siamo i Watussi
gli altissimi negri
ogni tre passi
ogni tre passi
facciamo sei metri
Ogni capanna del nostro villaggio ha perlomeno sei metri di raggio
siamo i Watussi!
Nel continente nero (paraponzi ponzi pò)
alle falde del Kilimangiaro (paraponzi ponzi pò)
Ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli
il più famoso è l’Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
Siamo i Watussi siamo i Watussi gli altissimi negri
Quello più basso quello più basso
è alto due metri!
Quando le donne stringiamo sul cuore noi con le stelle parliamo d’amore
siamo i Watussi
Qui ci scambiamo l’amore profondo dandoci i baci più alti del mondo
siamo i Watussi
Noi siamo quelli che dell’equatore vediamo per primi la luce del sole
siamo i Watussi!
Nel continente nero (paraponzi ponzi pò)
alle falde del Kilimangiaro (paraponzi ponzi pò)
Ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli
il più famoso è l’Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
il più famoso è l’Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…

I Watussi
(la traduzione è letterale)

In the black continent (paraponzi ponzi pò)
At the foot of the Kilimanjaro (paraponzi ponzi pò)
There’s a people of negros that invented many dances
The most famous is the Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
We are the Watusi
We are the Watusi
The highest negros
Every three steps Every three steps we do six meters
We are the first to see the sun light of the Equator we are the Watusi!
We are the Watusi we are the Watusi
The highest negros
The shortest the shortest is two meters high
Here we Exchange the deep love giving each other the highest kisses
We are the Watusi
We look to the giraffes into their eyes
We talk to the elephants into their hears
If you don’t believe come here
Come come here
We are the Watusi we are the Watusi
The highest negros
Every three steps
Every three steps
we do six meters
Every hut of our village has at least  a radius of six meters
We are the Watusi!
In the black continent (paraponzi ponzi pò)
At the foot of the Kilimanjaro (paraponzi ponzi pò)
There’s a people of negros that invented many dances
The most famous is the Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
We are the Watusi we are the Watusi
The highest negros
The shortest the shortest is two meters high
When we hug women to our hearts we talk to the stars about love
We are the Watusi
Here we exchange the deep love giving each other the highest kisses
We are the Watusi
We are the first to see the sun light of the Equator
We are the Watusi!
In the black continent (paraponzi ponzi pò)
At the foot of the Kilimanjaro (paraponzi ponzi pò)
There’s a people of negros that invented many dances
The most famous is the Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…
The most famous is the Hully-Gully Hully-Gully Hully-Ga…

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CARUSO

July 20th, 2009

Una delle liriche più poetiche della nostra canzone d’autore. Il video offre un’interpretazione memorabile in cui il cantautore, Lucio Dalla, si esibisce insieme al Maestro Luciano Pavarotti. Una breve nota sul testo: alcune parti (singole parole o interi versi) sono in dialetto napoletano. Per cui Surriento=Sorrento; Te voglio bene assaie=Ti voglio bene tanto;
dint’e vene=nelle vene. L’uso del dialetto, in questo caso, enfatizza l’accorata emozione che vibra per tutto il brano.

Caruso

Qui dove il mare luccica
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti
al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce
e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint’e vene sai
Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là  in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia di un’elica
sentì il dolore nella musica
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna
uscire da una nuvola
gli sembrò dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza
quegli occhi verdi come il mare
poi all’improvviso uscì una lacrima
e lui credette di affogare.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint’e vene sai.
Potenza della lirica
dove ogni dramma è un falso
che con un pò di trucco
e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fan scordare le parole
confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo
anche le notti là  in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un’elica
ma si è la vita che finisce
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già  felice
e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue
dint’e vene sai.
dint’e vene sai.

Caruso
(la traduzione è letterale)

Here where the sea glimmes
and the wind blowes hard
on a old terrace in front of
the gulf of Sorriento
a man embraces a girl
after he has cried
then he clears his voice
and start again his song
I love you so much
But so, so much, you know
It’s a chain now
That melts the blood
Into the veins, you know.
He saw the lights in the middle of the sea
And thought to the nights there in America
But they were just the fishing lights
And the white wake of a screw
He felt the pain of the music
He got up from the piano
But when he saw the moon
Coming from a cloud
It seemed sweet even the death to him
He looked that girl into the eyes
Those eyes green as the sea
Then suddenly a tear came out
And he believed to suffocate
I love you so much
But so, so much, you know
It’s a chain now
That melts the blood
Into the veins, you know.
Power of the lyric
Where each drama is a fake
That with just a little makeup
And the mime
You can get another one
But two eyes looking at you
So next and true
Make you forget the words
So everything  gets small
Even the nights there in America
You turn and see your life
like a wake of a screw
it is the life that finishes
but he didn’t think so much about it
rather he felt already happy
and started again with his song
I love you so much
But so, so much, you know
It’s a chain now
That melts the blood
Into the veins, you know
Into the veins, you know.

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Video

GLORIA

July 13th, 2009

Ancora uno strepitoso successo della canzone italiana. Con questo brano, del 1979, la fama di Umberto Tozzi dilaga nelle charts internazionali (è l’unico pezzo italiano, insieme a Blu dipinto di blu, che in America riesce a conquistare la prima posizione, nella sua versione interpretata da Laura Branigan)

Gloria

Gloria,
manchi tu nell’aria,
manchi ad una mano,
che lavora piano,
manchi a questa bocca,
e sempre questa storia
che lei la chiamo Gloria.
Gloria,
sui tuoi fianchi
la mattina nasce il sole
entra odio ed esce amore
dal nome Gloria.

Gloria,
manchi tu nell’aria,
manchi come il sale,
sciogli questa neve
che soffoca il mio petto
t’aspetto Gloria.

Gloria, Gloria,
chiesa di campagna, Gloria,
acqua nel deserto, Gloria,
lascio aperto il cuore, Gloria,
scappa senza far rumore,
dal lavoro dal tuo letto
dai gradini di un altare
ti aspetto Gloria.

Ah,ah, Gloria,
per chi attende il giorno
e invece di dormire,
con la memoria torna
a un tuffo nei papaveri,
in una terra libera
per chi respira nebbia,
per chi respira rabbia,
per me che senza Gloria,
con te nuda sul divano
abbanonata a Shangai
faccio stelle di cartone
pensando a Gloria.

Gloria,
manchi tu nell’aria,
manchi come il sale,
sciogli questa neve
che soffoca il mio petto
t’aspetto Gloria.

Gloria, Gloria,
chiesa di campagna, Gloria,
acqua nel deserto, Gloria,
lascio aperto il cuore, Gloria,
scappa senza far rumore,
dal lavoro dal tuo letto
dai gradini di un altare
ti aspetto Gloria.

Gloria
(la traduzione è letterale)

Gloria,
there’s lack of you in the air,
you’re missed by a hand,
that works slowly,
you’re missed by this mouth,
and this story again,
that’s her that I call Gloria
Gloria,
in the morning
on your sides the sun rises
goes in hate and comes out love,
named Gloria.

Gloria,
there’s lack of you in the air,
you’re missed like the salt,
melt this snow
that suffocates my breast
I’m waiting for you Gloria

Gloria, Gloria,
country Church, Gloria,
water in the desert, Gloria,
I leave my heart open, Gloria,
Run away without making a noise
From the work, from your  bed,
From the steps of an altar
I’m waiting for you , Gloria.

Ah,ah, Gloria,
for who is waiting for the day,
And instead of sleeping
Goes back with the memory
And dives into a poppies field
Into a free land;
For who’s breathing fog,
For who’s breathing anger,
For me that without Gloria
With you naked on the sofa
Surrended to Shangai
I make cardboard stars
Thinking to Gloria.

Gloria,
there’s lack of you in the air,
you’re missed like the salt,
melt this snow
that suffocates my breast
I’m waiting for you Gloria

Gloria, Gloria,
country Church, Gloria,
water in the desert, Gloria,
I leave my heart open, Gloria,
Run away without making a noise
From the work, from your  bed,
From the steps of an altar
I’m waiting for you , Gloria.

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AZZURRO

July 3rd, 2009

Una delle più celebri canzoni interpretate dal “Molleggiato” d’Italia, Adriano Celentano. Non definibile come genere (non è un rock, non è un lento, non è una ballata, non è un liscio), è senza dubbio tra le musiche più originali degli anni ’60.

Azzurro
Cerco l’estate tutto l’anno
e all’improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano, che se ne va

Azzurro
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me
Mi accorgo di non avere più risorse
senza di te,
e allora io quasi quasi prendo il treno e
vengo, vengo da te,
Ma il treno
dei desideri,
nei miei pensieri all’incontrario va.

Sembra quand’ero all’oratorio
con tanto sole tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile a passeggiar.
Ora mi annoio più di allora
neanche un prete per chiacchierar.

Azzurro
il pomeriggio è troppo azzurro

Cerco un po’ d’Africa in giardino
tra l’oleandro e il baobab
Come facevo da bambino
ma qui c’è gente, non si può più
Stanno innaffiando le tue rose
non c’è il leone, chissà  dov’è.

Azzurro
Il pomeriggio è troppo azzurro

Blue
(la traduzione è letterale)

I try to find the summer all year
And suddenly here it is.
She left for the beaches
And I’m alone here in the town
I hear an airplane whistling
On the roofs, going away

Blue
The afternoon is too blue
and too long to me
I realize that I’ve no resorts
without you,
And then I nearly take the train and come
come to you,
but the train of the wishes,
in my thoughts,
goes backward.

It seems when I went to the oratory
with much sun, many years ago,
those  Sundays walking
alone in a yard.
I get more bored now than then,
not even  a priest to talk to.

Blue
The afternoon is too blue

I look for a piece of Africa in the garden
Between the oleander and the baobab
As I did when I was a child,
But there’s people now, you can’t do it more.
They are watering your roses,
There isn’t the lion, who knows where it is.

Blue
The afternoon is too blue

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IO VAGABONDO

May 19th, 2009

Una delle canzoni che ha fatto la storia della nostra canzone: basta sentire le prime tre note che tutti partono in coro. Nel 1972 il 45 giri vende oltre un milione di copie, garantendo ai Nomadi un successo che si perpetua fino ai giorni nostri.

Io Vagabondo

Io un giorno crescerò
e nel cielo della vita volerò.
Ma un bimbo che ne sa
sempre azzurra non
può essere l’età…

Poi, una notte di settembre mi svegliai,
il vento sulla pelle,
sul mio corpo il chiarore delle stelle;
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che
giocava in un cortile…

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

Sì, la strada è ancora là
un deserto mi sembrava la città.
Ma un bimbo che ne sa sempre
azzurra non può essere l’età.

Poi, una notte di settembre me ne andai,
il fuoco di un camino, non è caldo
come il sole del mattino,
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che
giocava in un cortile…

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

I am Vagabond
(la traduzione è letterale)

A day I will grow
and I will fly in the sky of life,
but what does a child know about it
the age can’t be
blue for ever…

Then a September night I woke up
the wind on my skin
the gleam of the stars on my body
who knows where my home was
and that child
who played in a yard…

Me, what a vagabond I am
I’m nothing else than a vagabond
I’ve got no coins in my pocket
But up there I’ve left God

Yes, the road is there yet
and the city looked to me like a desert
but what does know a child about it
the age can’t be blue for ever…

Then a September night I left
the fire of a fireplace is not so warm
like the morning sun,
who knows where my home was
and that child
who played in a yard…

Me, what a vagabond I am
I’m nothing else than a vagabond
I’ve got no coins in my pocket
But up there I’ve left God

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Gita alle 5 Terre

October 3rd, 2008

Durante i mesi estivi l’Istituto Linguistico Mediterraneo organizza varie gite nelle più interessanti città d’arte della Toscana, ma una delle gite che ottiene il maggior succeso è quella alle 5 Terre, in Liguria ma ad una sola ora di treno da Pisa.

Il successo di questa gita è legato sia all’estrema bellezza del paesaggio sia al fatto che consente di effettuare una passeggiata su sentieri di montagna a picco sul mare attraversando tutti e cinque i borghi di ex-pescatori in modo da ammirarne l’architettura e le caratteristiche peculiari di ciascuno di essi.

Per completare in cinque ore il percorso che da Riomaggiore porta a Monterosso occorre avere buone gambe, ma lungo il cammino esistono diversi punti in cui fermarsi per un buon bagno ristoratore nell’acqua limpidissima, magari seguito da una sosta all’ombra in uno dei chioschi sparsi lungo il sentiero.

Per chi non può (o non vuole) fare tutta la strada a piedi è possibile usare il treno che frequentemente collega le 5 Terre l’una all’altra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una alternativa al treno da Pisa ed alla passeggiata sui sentieri è raggiungere le 5 Terre in battello partendo da Viareggio, però così facendo non si riesce che a vedere solo due dei paesini, perdendo l’esperienza di una passeggiata tra gli aromi della vegetazione attraversando un territorio dove nei secoli gli abitanti hanno faticosamente strappato lembi di terra alla montagna per coltivarvi l’olivo e la vite.

 

THE VERB “TO BE”

July 24th, 2008
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